26 Mar
26Mar

Un po’ d’invidia è inevitabile verso Francia e Brasile che si sfidano stasera in una delle vecchie, care e ormai rarissime amichevoli di lusso con la testa oltreoceano. Noi no. Noi ancora dobbiamo conquistare un Mondiale che ci ha regalato notti meravigliose e ricordi indelebili, ma da un po’ ci respinge con sdegno. In altri tempi quella con l’Irlanda del Nord sarebbe stata una partita "per prepararsi al Mondiale". Tutto è cambiato: contro i nordirlandesi, assenti dal 1986, e non certo una potenza soprattutto lontani da Belfast, ci giochiamo mezza America perché poi, superando questa prima finale, ce ne sarebbe un’altra. A questo punto alibi (la Norvegia), colpe, ct e predestinazione non hanno più importanza. Conta solo prendersi il Mondiale. Inutile fare gli snob, da oggi sono tutte finali.

Ha ragione Gattuso: parliamo di Bergamo, non di Cardiff e Zenica, applichiamo una memoria selettiva. Nel 2022 la testa era colpevolmente già al Portogallo, senza però aver fatto i conti con Trajkovski. Quel drammatico ko ha lasciato schegge di paura, ma è anche una lezione. Visto che Alcaraz può perdere con Korda, e l’Italia con la Macedonia del Nord, guai ad aver già vinto. Ora lo sappiamo. Siamo più forti dei britannici, se diamo il cento per cento li battiamo, ma più allungheremo i tempi più daremo forza a chi ha già vinto conquistando questi playoff e non ha niente da perdere. Dimentichiamo i quattro Mondiali, i due Europei e le finali, è forse il modo migliore per recuperare il passato.

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